“La scalinata su cui era posta la casa partiva da un’antica porta, che segnava il limite della cinta urbana. La chiamavano il “capannale”; e tra le tante storie di spettri ascoltate nella mia infanzia, c’era anche la vicenda di uno che si era impiccato là: all’ombra del capannale. Allorchè da fanciullo, all’imbrunire, mi capitava di risalire dal paese verso la casa paterna, traversavo il capannale sempre di corsa.
Quel portale era una soglia che si dilatava o si restringeva a seconda delle stagioni…”
Pietro Ingrao, “Volevo la luna”, Einaudi Editore, 2006, pag. 1