Le origini della famiglia ed il luogo dell’anima (a cura di Nilo Cardillo)

C’è una fascia alta della Campania, che dal Garigliano “sale fino alle acque del Lago di Fondi, e per via interna ar­riva a Pico e Pontecorvo, a un passo dall’abbazia di Montecassino.

E stata a lungo una terra incerta, duramente contesa fra lo Stato del papa, con i suoi duchi che si spingevano fino a Fondi, e i signori del regno normanno che da Napoli tende­vano ad appressarsi alla punta di Gaeta. La pianura fondana era pingue e paludosa, quasi con una sua doppiezza: la ferti­lità del suolo e il rischio aspro della malaria, che da secoli ave­va bruciato vite.

Da Napoli a Minturno la costa s’incurvava verso Formia, e s’allungava fino a un promontorio dove uno stupendo cam­panile duecentesco e, in cima, una rocca e un carcere ricor­davano la Repubblica di Gaeta, finita poi sotto il controllo dei re di Napoli. Nel 1848 quella punta caetana era valsa co­me rifugio a papa Mastai, quando – cacciato dall’insurrezio­ne mazziniana – fuggì da Roma…

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Gli anni formiani del giovane Ingrao